Cos'è l'elemosina e il suo ruolo nel sacramento della penitenza

Chiedere l'elemosina

Perché domandarsi cos’è l’elemosina quando tutti sappiamo di cosa si tratta? Forse proprio la convinzione di conoscere qualcosa richiede con un’urgenza di rimetterla in discussione. Non per esaltare il dubbio e l’instabilità, ma per avere certezze maggiori e più stabili. Il caso dell’elemosina è molto eloquente, essendo un concetto diffuso anche tra differenti religioni e confessioni, e troppo spesso oggetto di discussione.

C’è chi la considera come un torto, chi come un optional riservato ai buoni, chi un dovere. Quindi non è affatto scontato, chi ha ragione quando parla dell’elemosina? Ma soprattutto è davvero così importante e preziosa come viene descritta? Cerchiamo di fare chiarezza sia dal punto di vista cristiano che laico su che cos’è l’elemosina. Perché è un dovere non solo dei credenti e come praticarla correttamente.

Cos'è l'elemosina

Pregare, digiunare e fare l’elemosina: le virtù del penitente

Oggi può apparire antiquato parlare di penitenza, in un’epoca come quella attuale dove si conoscono solamente i diritti e mai i doveri. Eppure ognuno sa in cuor suo che la sua condotta non è sempre stata eccelsa. Quindi è giusto provare un rincrescimento per l’errore commesso; questo è infatti il senso della penitenza come conseguenza del pentimento.

Per i cristiani la penitenza è un elemento caratteristico della loro identità, tanto che sono spesso chiamati a pregare, digiunare e fare elemosina. Queste sono le tre armi che il cristiano impugna in modo speciale durante i tempi penitenziali come quello della Quaresima. Proprio in questo periodo occorre riflettere ancora di più e chiedersi cos'è l'elemosina nel suo significato più profondo. Un’occasione propizia per volgersi a Dio e ritrovare il senso della vita, emendandosi da ciò che è superfluo o distoglie dall’obiettivo della propria salvezza.

Cos'è l'elemosina: le definizioni

Per capire cos’è l’elemosina, il donare qualcosa di proprio, è utile anche capire come nella storia essa è stata definita. San Tommaso d’Aquino ne parla come di un atto proprio della misericordia. “E ciò risulta dal termine stesso: infatti in greco la parola elemosina deriva da misericordia, come il latino miseratio. E poiché la misericordia, come abbiamo visto, è un effetto della carità, ne segue che fare l'elemosinaè un atto di carità dettato dalla misericordia”. Il Catechismo della Chiesa Cattolica si pronuncia in questo modo a proposito. “L'elemosina fatta ai poveri è una testimonianza di carità fraterna: è anche un'opera di giustizia che piace a Dio”.

Comprendiamo quindi anche il concetto di giustizia dell’elemosina. Questo ci permette di comprendere meglio cos’è l'elemosina inteso come atto della volontà. Come tutti gli atti deve essere libero e consapevole, motivo per cui va rettamente compreso.

Già a partire dall’Antico Testamento la Scrittura in più punti parla di cos’è l’elemosina e di come essa sia importante e gradita a Dio. Tanto per fare un esempio tratto dal Libro di Tobia: “L'elemosina salva dalla morte e purifica da ogni peccato” [Tb 12,9]

La luce di Dio

L’elemosina: un dovere tra due Comandamenti

Per i cristiani, ma come vedremo non solo per loro, fare l’elemosina è un dovere. Lo è perché così lo ha comandato Dio dando a Mosè i Comandamenti. Lo è anche perché in questo senso si è espresso Gesù stesso. Nel Vangelo Gesù si pronuncia più volte sul dovere di fare l’elemosina. "Vendete ciò che avete e datelo in elemosina. Fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma" [Lc 12,33]. Così come quando specifica: "Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra. Perché la tua elemosina resti segreta, e l Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà" [Mt 6,3-4].

Non rubare

Fare l’elemosina nasce anche dal settimo comandamento che impone di non rubare. Questo comandamento viene spesso considerato solamente nell’accezione di non sottrarre ciò che è di proprietà di altri. Ed è vero, ma sottintende anche l’importante questione della destinazione universale e della gestione dei beni. Tutto ciò che possediamo e abbiamo, anche quello frutto della propria abilità e fatica, è un dono di Dio. L’uomo è amministratore e custode dei beni, non padrone. Per questo il Catechismo all’articolo 2401 fa una precisazione relativa al settimo comandamento. “prescrive la giustizia e la carità nella gestione dei beni materiali e del frutto del lavoro umano. Esige, in vista del bene comune, il rispetto della destinazione universale dei beni e del diritto di proprietà privata. La vita cristiana si sforza di ordinare a Dio e alla carità fraterna i beni di questo mondo”.

Le opere di misericordia

A chi si domanda cos’è l’elemosina è doveroso rispondere che essa è un’opera di misericordia. Una delle principali testimonianze di carità, con la quale si va in soccorso delle necessità corporali di chi ne ha bisogno. L’elemosina è quindi sia un’opera di giustizia che un dovere nei confronti della volontà di Dio.

Non chiedetevi solo cos'è l'elemosina ma anche come farla

A questo punto oltre a domandarsi che cos’è è utile capire come fare l’elemosina. Le parole di Gesù sulla mano destra e la mano sinistra sono piuttosto eloquenti sullo spirito che deve animare chi compie questo atto. A questo proposito è prezioso anche ricordare le parole pronunciate su questo argomento da Papa Benedetto XVI.

Tutto deve essere dunque compiuto a gloria di Dio e non nostra. "Se nel compiere una buona azione non abbiamo come fine la gloria di Dio e il vero bene dei fratelli, ma miriamo piuttosto ad un ritorno di interesse personale o semplicemente di plauso, ci poniamo fuori dell’ottica evangelica. Nella moderna società dell’immagine occorre vigilare attentamente, poiché questa tentazione è ricorrente. L’elemosina evangelica non è semplice filantropia: è piuttosto un’espressione concreta della carità: virtù teologale che esige l’interiore conversione all’amore di Dio e dei fratelli. Ad imitazione di Gesù Cristo, il quale morendo in croce donò tutto se stesso per noi”.

L'elemosina come atto di carità e penitenza

L’elemosina: una forma di penitenza

La volontà di Dio passa anche dall’aiuto dei fratelli, sia quelli lontani, ma soprattutto quelli prossimi. Tutti sono suoi figli l’uomo ha la responsabilità e il dovere morale di prendersi cura di chi ha bisogno.

Dare agli altri significa privarsi di qualcosa; ma non di qualcosa di accessorio e irrilevante. È lo stesso Gesù a indicare cos'è l’elemosina nelle sue parole. «Alzati gli occhi, vide alcuni ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro. Vide anche una vedova povera che vi gettava due spiccioli e disse: «In verità vi dico: questa vedova, povera, ha messo più di tutti. Tutti costoro, infatti, han deposto come offerta del loro superfluo, questa invece nella sua miseria ha dato tutto quanto aveva per vivere» [Lc 21, 1-4]

Ecco perché l’elemosina è un atto di penitenza, perché tocca ciò che di più caro ha l’uomo: quello che gli è indispensabile per vivere.

Elemosina e Confessione

Per i cristiani, poi, l’elemosina è intimamente legata con il Sacramento della Riconciliazione. L’elemosina è infatti una privazione volontaria che, insieme al digiunare, rappresenta una delle principali forme di penitenza. Ovvero il modo per dolersi dei peccati commessi e orientarsi nuovamente a Dio. Pregare, digiunare e donare, fare l’elemosina, sono altissime espressioni di carità. Per questo San Giovanni Crisostomo, in una delle sue omelie, afferma “Abbiamo indicato cinque vie di riconciliazione con Dio:

  • la prima è la condanna dei propri peccati;
  • la seconda è il perdono delle offese;”.
  • la terza consiste nella preghiera;
  • la quarta nell'elemosina;
  • la quinta nell'umiltà

Il Sacramento della Penitenza è quello per cui il cristiano chiede perdono a Dio delle colpe commesse. E' noto anche con il nome di Confessione e Riconciliazione. Lo fa principalmente per riconciliarsi con Dio, come infatti afferma recitando la preghiera dell’Atto di dolore. In questa preghiera il penitente riconosce che la cosa più grave che ha fatto commettendo i peccati. “ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa”.

Cos’è l’elemosina per chi non è cristiano

Il sentimento di compassione di fronte alla sofferenza e all’indigenza è universale. Non è un impulso esclusivo dei cristiani o delle persone che hanno fede. Per questo l’elemosina è un atto presente in tantissime confessioni religiose e un atto praticato anche da chi non crede. Ma perché chi non crede dovrebbe fare penitenza e in questo senso fare l’elemosina? Cos'è l'elemosina per costoro?

Il motivo è molto semplice ed è finalizzato a capire il corretto valore delle cose e il ruolo di ciascuno all’interno di una società. Senza fare discorsi banali e melensi è evidente a tutti come il riuscire nelle cose non sia solo frutto della capacità dei singoli. Fortuna, grazia o casualità; in tutti i casi sono diversi i fattori che concorrono perché una cosa vada in un determinato modo. Così come non vada nel modo sperato e diverso dai nostri progetti. Per questo chi chiede l’elemosina non è un incapace che si merita le disgrazie che vive. Anche chi non lo fa e non chiede aiuto ma ne avrebbe bisogno. Non sappiamo la storia, le scelte e le tribolazioni che ognuno passa; non possiamo capire, non possiamo quindi nemmeno giudicare.

La dipendenza del possesso

La penitenza è quindi un esercizio di lucidità verso la realtà e anche un atto di liberazione verso la dipendenza del possesso. Molto spesso, ed è un sentimento che accomuna sia credenti che non credenti. Si pensa che la sicurezza e la stabilità della vita dipenda dal possesso. Avere casa, dei soldi da parte, un lavoro e dei beni da utilizzare è spesso sinonimo di tranquillità. Con il possesso di queste cose si ha la certezza che la propria vita possa procedere su binari tranquilli.

Per questo anche chi non crede sente l’intimo dovere di aiutare chi ha bisogno. La miseria, la sofferenza e l’indigenza solitamente scuotono le coscienze. Questo perché tutti, profondamente, proviamo compassione per chi soffre ed è in difficoltà. L’elemosina, il donare, è quindi un modo per fare carità, ma non solo verso chi la riceve. C’è una forma di carità anche verso chi pratica l’elemosina. Colui che si separa dal possesso di beni che potrebbero indurlo nella presunzione di pensare di essere l’unico artefice e padrone del proprio destino. 

L'elemosina Online

Praticare l’elemosina con giustizia

Dopo aver compreso cos’è l’elemosina è fondamentale riuscire a capire come praticarla correttamente. Troppo spesso le donazioni online suscitano perplessità se legate al concetto di elemosina e carità. Questo perché le realtà che mettono a disposizione le proprie piattaforme per le donazioni applicano spesso delle commissioni. Se a queste si aggiungono anche i costi delle carte di credito, l’elemosina viene depotenziata. È lecito infatti domandarsi perché di una somma donata a destinazione ne arrivi solo una parte, divenendo l’altra oggetto di arricchimento per altri.

La risposta è SanctisFundMe, una delle pochissime alternative valide con le quali donare una cifra avendo la certezza che quella cifra arriverà interamente a destinazione. Nessuna commissione, nessun costo aggiuntivo. SanctisFundMe è solo un tramite, un canale, per mettere in contatto chi ha bisogno con chi vuole e può contribuire a quella causa. I bonifici sono interamente gratuiti e per le commissioni relative alle carte di credito queste sono coperte, secondo disponibilità, dal fondo SanctisFundMe. Domandarsi cos'è l'elemosina trova su questo portale di preghiera e carità una risposta importante.

Altre realtà italiane

SanctisFundMe è inoltre l'unica piattaforma che offre la possibilità di creare campagne a zero commissioini anche per enti, fondazioni ed associazioni. In Italia l'americana GoFundMe offre la stessa struttura a zero commissioini, ma non ha un meccanismo di rimborso delle spese bancarie. Soprattutto è solo aperta a raccolte fondi fra privati e dunque taglia fuori enti, fondazioni, istituti religiosi, missioni. La piattaforma è stata inoltre oggetto di molte critiche legate alla discriminazione di alcune campagne promosse da cristiani.

In Italia esistono altre piattaforme, oltre alla piattaforma "fai da te" Produzioni dal basso, tutte applicano commissioni e sono a fine di lucro. SanctisFundMe non solo è costituita come charity, ma ha un supporto sostanziale dalla Prime Consulting. L'azienda infatti ha realizzato e donato la piattaforma di crowdfunding alla SanctisFundMe, e ne copre interamente i costi di gestione e manutenzione. SanctiFundMe inoltre si avvale di volontari potendo così operare a zero costi. Questo oltre ad applicare zero commissioni, e rimborsare le commissioni bancarie secondo le disponibilità di cassa del fondo SanctisFundMe. Per chi si chiede cos'è l'elemosina, è importante anche chiedersi come e dove farla.

In un tempo così fragile e difficile come quello che attualmente stiamo vivendo, la solidarietà è essenziale. Non solo per affrontare le necessità materiali, ma anche per sentirsi meno soli e sperare con serenità in un futuro migliore.